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Lo sapevi che il tartufo è un fungo?

Tuber è un genere di Funghi Ascomiceti (ordine Pezizales, famiglia Tuberaceae) comunemente conosciuti con il nome di “Tartufo“.

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I tartufi hanno corpo fruttifero ipogeo, ovvero sotterraneo, e crescono spontaneamente nel terreno accanto alle radici di alcuni alberi o arbusti, in particolare Lecci, con i quali stabiliscono un rapporto simbiotico (micorriza). I tartufi sono composti da una parete esterna detta peridio e da una massa interna carnosa detta gleba il cui colore varia a secondo del tipo. Il tartufo è formato principalmente da acqua, fibre, sali minerali e  sostanze organiche varie fornitegli dall’albero con cui è il simbiosi.

La forma del tartufo è dipendente dal terreno in cui cresce. Terreni morbidi permetteranno al tartufo di avere una conformazione sferica mentre un terreno più ”duro” ne permetterà solo la crescita bitorzoluta.

Per tartufo generalmente si intende il solo corpo fruttifero ipogeo che viene individuato con l’aiuto di cani e raccolto a mano.

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Il profumo del tartufo: Un richiamo infallibile

Il tipico profumo penetrante e persistente si sviluppa a maturazione completa e ha lo scopo di attirare gli animali selvatici (maiale, cinghiale, tasso, ghiro, volpe), nonostante la copertura di terra, per spargere le spore contenute e perpetuare la specie.
Sotto la denominazione di tartufo vengono ricomprese comunemente anche le terfezie, genere della famiglia Terfeziaceae, detti anche tartufi del deserto. Sono endemici di aree desertiche e semi-desertiche dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, dove sono molto apprezzati.

Tartufi e Legislazione

La legge dal 1985, in seguito all’incremento della raccolta e al diffondersi di pratiche non eco-compatibili, ha regolato la raccolta di tartufi. La legge 16 dicembre 1985, n. 752, “Normativa quadro in materia di raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo” (g.u. 21 dicembre 1985, n. 300) ha dato mandato alle Regioni di regolare la raccolta sul proprio territorio, stabilendo alcune regole comuni:

  •  è vietato commercializzare tartufi immaturi o non appartenenti alle 9 specie di Tuber spp.;
  • la raccolta dei tartufi è libera nei boschi e nei terreni non coltivati, compresi i pascoli;
  •  la raccolta nelle tartufaie “coltivate” ed in quelle “controllate” compete ai titolari della loro conduzione, se debitamente autorizzate, delimitate e segnalate;
  •  la raccolta tramite zappatura, sarchiatura ed aratura è severamente punita in quanto uccide il fungo;
  •  è vietato l’utilizzo del maiale per la ricerca del tartufo, a causa dei danni ambientali provocati da questo animale nella ricerca.
  • In foto vari corpi fruttiferi di Tuber melanosporum (“Tartufo nero pregiato”).

 

Fonte: Wikipedia

Articolo a cura di Andrea Bonifazi della pagina Facebook Scienze Naturali e gentilmente concessoci per la pubblicazione.

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