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cosa fa il cervello mentre dormiamo

Cosa fa il cervello mentre dormiamo?

Dormire è una attività essenziale per il nostro benessere e la nostra salute: un buon sonno aiuta a migliorare la concentrazione, aumentare le energie e diminuire lo stress.

Cosa fa il cervello mentre dormiamo?

Di notte l’organismo si comporta in modo diverso rispetto a quanto non faccia di giorno: i ritmi metabolici rallentano, la temperatura interna diminuisce, l’attività degli enzimi si riduce, la frequenza cardiaca e la pressione si abbassano. Tutto ciò consente di mettere a riposo l’organismo.

Se da una parte il nostro corpo recupera energie, dall’altra il nostro cervello è in fervente attività; durante la notte, infatti, il cervello non è completamente spento, anzi svolge una serie di azioni a nostra insaputa. Mentre dormiamo vengono formati nuovi ricordi, consolidati quelli più vecchi e si collegano tra loro quelli più recenti e quelli passati; i ricordi dolorosi, invece, sono allontanati.

L’area del cervello particolarmente attiva per questo scopo risiede nell’ippocampo, il quale è deputato alla creazione e al consolidamento della memoria. Di notte aumenta la creatività, poichè durante il riposo la nostra mente riesce a compiere connessioni inusuali con risultati spesso sorprendenti; durante il sonno, inoltre, il cervello impara e ricorda come eseguire attività fisiche.

Esso infatti ha la capacità di memorizzare una serie di movimenti e azioni (guidare, giocare a tennis ecc) ed è così che, nella corteccia motoria del lobo temporale, ricordi a breve termine possono essere convertiti in ricordi a lungo termine. Un’altra incredibile capacità del nostro cervello risiede nell’elaborare le informazioni e prendere decisioni durante il sonno; uno studio pubblicato su Current Biology testimonia questa abilità mediante l’esecuzione di un test stimolo-risposta.

Lo studio

Ad una serie di persone è stato chiesto di ascoltare vari vocaboli e classificarli in due categorie (oggetti o animali e parole o pseudo-parole) premendo un apposito pulsante con la mano destra o quella sinistra; questo esperimento è stato condotto quando i volontari erano in fase di veglia, ma si avviavano già verso il sonno. Ovviamente nel momento in cui i partecipanti si addormentavano non premevano più alcun pulsante poichè si interrompeva qualsiasi attività che implicasse un movimento fisico consapevole.

Sorprendentemente, però, durante il sonno l’attività classificatoria associata all’ascolto dei vocaboli continuava ed elettroencefalografie hanno dimostrato che le parti del cervello responsabili del movimento di pressione sui bottoni continuavano ad “accendersi”, per altro in maniera corretta. Quando il cervello dormiente ascoltava un vocabolo che andava classificato nella prima categoria, reagiva l’area implicata nel meccanismo di movimento della mano sinistra; quando invece era percepito un termine appartenente alla seconda categoria il cervello accendeva l’area di controllo della mano destra.

Eliminazione delle tossine

Infine un altro studio pubblicato su Science riporta che quando dormiamo il nostro cervello elimina le tossine e le scorie del metabolismo cellulare accumulate durante il giorno. In effetti per eliminare questi prodotti il cervello non può usare il sistema linfatico come il resto del corpo,  perché è  isolato dalla barriera ematoencefalica. Esiste, però, un altro sistema concettualmente simile a quello linfatico, chiamato “sistema glinfatico”.

La tempestiva rimozione dei rifiuti è indispensabile per evitare l’accumulo incontrollato di proteine tossiche, un fenomeno che si manifesta in tutte le patologie neurodegenerative. Il sistema glinfatico controlla il flusso del liquido cerebrospinale mediante l’azione delle cellule gliali; queste ultime di notte sembrano rimpicciolirsi e lo spazio interstiziale tra le cellule del cervello aumenta quasi del 60%, il che favorisce il flusso di liquido che aiuta a drenare le scorie.

Questo processo però richiede un immenso dispendio energetico e poichè “il cervello ha a propria disposizione solo una quantità limitata di energia, esso si trova costretto a scegliere tra due diversi stati funzionali: essere sveglio e cosciente, o addormentato e dedito alle pulizie”.

Riguardo a Federica Varriale

Federica Varriale
Laureata in Biologia Molecolare presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" ed aspirante pubblicista. Sono curiosa ed amante della natura in tutte le sue forme. Adoro scrivere e viaggiare.

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