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Biologia dei cadaveri ed altre superstizioni scientifiche

Scienza, storia e superstizioni

Nel Settecento Voltaire ritenne che i fossili ritrovati in alta montagna (perfino sul Cervino) fossero il frutto di una frode, poiché nei secoli precedenti essi erano stati citati come la prova sperimentale dell’accadimento del diluvio universale che, ovviamente, non poteva essere accaduto! Quindi i fossili sulle cime delle montagne non potevano che essere un falso!

Oggi conosciamo la verità attorno ai fossili sulle montagne, una verità molto più bella sia dell’ideologia religiosa che dell’ideologia volterriana. I fossili si trovano oggi sulle cime delle montagne perché queste ultime sono nate nel corso delle ere geologiche dal sollevamento del fondo degli oceani, che ha portato con sé i resti degli animali marini. La verità scientifica è molto più ricca e bella delle elucubrazioni superstiziose degli ideologi, anche quando questi ultimi esercitano la professione di scienziato.

Una volta Albert Einstein ebbe a dire: “Nel regno di chi cerca la verità non esiste nessuna autorità umana. Colui che tenta di recitarvi la parte di sovrano avrà a che fare con la risata degli dei”.
(da L.S. Feuer – Einstein e la sua generazione – Il Mulino, Bologna, 1991, pag. 141)

Nei suoi periodi rivoluzionari la scienza ha svolto il ruolo di demolitrice di credenze condivise dai dotti mostrando come la verità richiedesse la demolizione dal pregiudizio, che a sua volta non é altro che l’ossificazione di precedenti verità scientifiche, verità parziali come ogni verità scientifica. Nel Seicento e nel Settecento la scienza moderna è stata capace di decifrare i moti dei pianeti, superando i limiti e le incomprensioni del modello tolemaico. I moderni viaggi spaziali sono stati resi possibili appunto da quei progressi. Però la stessa scienza moderna è stata oggetto di deformazione superstiziosa quando si è tentato di usarla come ideologia.

Interessante è anche la storia del microscopio UV. Un passaggio fondamentale per  lo studio dei tessuti al microscopio infatti è stato quello di poter vedere le cellule al microscopio e non è una banalità: i tessuti animali sono nella maggior parte dei casi incolori (perché costituiti in gran parte di acqua e privi di pigmenti) e trasparenti, tanto da risultare pressoché invisibili all’occhio umano. Sono state perciò scoperte o realizzate, fin dalla nascita dell’istologia scientifica, una serie di sostanze coloranti, capaci appunto di colorare le cellule, o le diverse parti di una cellula, in modo da renderle immediatamente visibili e distinguibili. Un effetto collaterale della colorazione per l’osservazione in vitro della cellula è la morte della stessa.
L’osservazione di una cellula con coloranti al microscopio rivela una struttura diversa dalla stessa cellula operante nel suo tessuto come ad esempio la struttura del citoplasma, la presenza di campi elettromagnetici ed altri parametri; l’interazione con l’organismo insomma.
Verso la fine del 1800 un gruppo cospicuo di biologi credette di osservare un reticolato di filamenti ma l’ipotesi non venne presa in considerazione. Almeno fino a metà degli anni venti del novecento quando un ingegnere scozzese creò il microscopio a raggi UV che permetteva di osservare la cellula, seppur estratta dall’organismo, senza doverla colorare e quindi uccidere.
Questo nuovo metodo d’osservazione dava ragione ai biologi che credevano di vedere un reticolato filamentoso che però si dissolveva alla morte della cellula.
Si aggiornarono i manuali? Nient’affatto. Fu bandito come strumento di ricerca poiché creava artefatti ed inficiava lo studio della biologia e della biochimica sulle stesse, più dell’ucciderle con marcatori. 
Tutto questo si è protratto fino al 1983 quando, finalmente, l’invenzione del microscopio a raggi X, mostrò anch’esso il citoplasma come un insieme di reticoli che portò così la cellula a guadagnarsi la copertina della rivista Science con la prima foto di una cellula a raggi X.

Non si può non ricordare il telescopio di Galileo, bandito perché mostrava le macchie solari, macchie che si era deciso non potevano e non dovevano esserci…ma quella volta, secoli fa, non fu colpa del corpus accademico.

 

Superstizioni scientifiche, link utili:

http://www.terraincognitaweb.com/scienza-superstizione-e-ignoranza/

Riguardo a Luca Urbinati

Luca Urbinati
Diplomato all'istituto tecnico industriale come perito in elettronica e telecomunicazioni ovviamente adesso lavoro come cuoco e pizzaiolo. Come per molti la natura e le scienze mi hanno affascinato fin da bambino, in particolar modo gli animali e l'astronomia, ed ora coltivo questa passione in modo ludico: divertendomi, imparando e condividendo.

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