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Aleiodes shakirae

La vespa Aleiodes shakirae e la macabra capacità di uccidere facendo ballare come Shakira

Dedicare una nuova specie a qualche celebrità è prassi comune tra molti tassonomi. La moglie, il fratello, un docente di riferimento, un pioniere della materia, un grande scienziato… insomma, personaggi che in qualche modo sono strettamente legati all’autore o alla disciplina di cui si occupa.
Ma negli ultimi anni c’è una simpatica inversione di rotta e i tassonomi stanno tendendo sempre più a strappare questo velo di formalismo didattico in virtù di nomi più attuali, ma soprattutto globalmente conosciuti a prescindere dal loro mestiere, il che ne aumenta la cassa di risonanza anche presso il grande pubblico. Come positiva conseguenza si ha la possibilità di permettere anche a chi non è del settore di interessarsi a determinati argomenti.
Per farsi dedicare una nuova specie di insetto non sarà quindi più necessario essere un grande entomologo, basta saper… ballare!
E’ questo il buffo caso della vespa Aleiodes shakirae, descritta nel 2014 assieme ad altre 23 nuove specie scoperte nelle Ande ecuadoriane.

Non è difficile comprendere chi sia stato di ispirazione, l’epiteto specifico è abbastanza esplicativo: l’Imenottero è dedicato alla cantante Shakira!

La più sexy delle vespe: Aleiodes shakirae (Ph. Eduardo Mitio Shimbori, Scott Richard Shaw)

Il simpatico insetto appartiene alla famiglia Braconidae, nota per annoverare specie che sembrano dei veri e propri “Xenomorfi reali”: infatti le femmine adulte depongono uno o più uova in una larva di Lepidottero, all’interno della quale si schiuderanno. Queste piccole vespe non sono veri e propri parassiti, ma sono più propriamente parassitoidi: infatti l’ospite nella stragrande maggioranza dei casi muore… ecologicamene parlando, potremmo intenderlo come un processo borderline tra parassitismo classico e predazione.

Nel caso di Aleiodes shakirae, lo sfortunato e sapido ospite rimane in vita per diverso tempo, quanto basta per farsi divorare voracemente dall’interno

Il processo termina con l’impupamento della larva dell’Imenottero e il suo successivo sfarfallamento, lasciando dietro di sé una mummia ormai completamente svuotata. Un processo apparentemente cruento, ma naturalisticamente basilare per la Vita: oltre a permettere la sopravvivenza di queste curiose vespette, grande rilevanza la assume anche nell’ambito della la lotta biologica a molti parassiti delle piante, Afidi in primis, evitando così l’uso di pesticidi ben più dannosi.
D’altronde, come diceva Steve Jobs, “la morte con tutta probabilità è la più grande invenzione della Vita. Spazza via il vecchio per far spazio al nuovo“.

A sinistra la congenerica Aleiodes indiscretus mentre depone le uova all’interno di un bruco, mentre a sinistra un’altra lara di Lepidottero parassitata e completamente ricoperta dai bozzoli di queste simpatiche vespette (Ph. Mattflaschen – Judy Gallagher)

Ok, tutto bello o macabro a seconda dei punti di vista, ma si tratta di un processo che non sembra avere nulla a che fare con Shakira… quindi cosa c’entra la cantante colombiana?

La spiegazione data dai due autori, Eduardo Shimbori e Scott Shaw, lascia interdetti, ma senza dubbio è fantasiosa e decisamente esplicativa: “siccome il parassitismo di questa specie provoca nel bruco ospite piegamenti e rotazioni in varie direzioni e Shakira è famosa per la sua danza del ventre, il nome sembra essere appropriato“.

Shakira mentre balla durante un concerto… senza sapere che ricorda un bruco mentre muore agonizzando! (Ph. Andres.Arranz)

Una descrizione zoologica forse poco scientifica, ma estremamente esplicativa.
Un nuovo e sepolcrale “Canto del Cigno” potrebbe quindi essere Tsamina mina eh eh Waka waka eh eh!
Bisogna oltretutto aggiungere che Shakira non è l’unica celebrità entrata involontariamente nel magico mondo dell’Entomologia: tra le altre nuove specie descritte da questi stessi autori, ricordiamo A. elleni (per Ellen Degeneres), A. colberti (per Stephen Colbert), A. falloni (per Jimmy Fallon) e A. stewarti (per John Stewart).

Bibliografia:

Bibliografia:

  • Jóźwiak, P., Rewicz, T., & Pabis, K. (2015). Taxonomic etymology–in search of inspiration. ZooKeys, (513), 143.
  • Shimbori, E., & Shaw, S. (2014). Twenty-four new species of Aleiodes Wesmael from the eastern Andes of Ecuador with associated biological information (Hymenoptera, Braconidae, Rogadinae). Zookeys, 405, 1.

Riguardo a Andrea Bonifazi

Andrea Bonifazi
Mi chiamo Andrea Bonifazi, ma in molti mi conoscono come "Scienze Naturali", essendo l'unico amministratore dell'omonima pagina Facebook, ormai punto di ritrovo per migliaia di Naturalisti più o meno esperti. Da sempre appassionato di Natura, sto riuscendo a farne un mestiere: infatti, faccio attività di didattica con i bambini di qualsiasi età, senza disdegnare gli studenti dei licei o addirittura universitari, ma primariamente lavoro in ARPA nell'ambito della Marine Strategy Framework Directive. Il Mare, infatti, è una delle mie più grandi passioni... e il mio percorso di studi lo dimostra: dopo la triennale (ovviamente) in Scienze Naturali, mi sono laureato in Scienze del Mare, entrambi i corsi seguiti alla Sapienza di Roma, mentre attualmente sono dottorando, sempre in Ecologia Marina, a Tor Vergata.

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