La tigre (Panthera tigris)

La tigre è senza ombra di dubbio una delle creature più belle e maestose che esistono sul nostro pianeta. Il suo nome scientifico è Panthera tigris ed è un mammifero appartenente all’ordine Carnivora e alla famiglia Felidae.

Esistono sei sottospecie e ognuna ha le sue dimensioni: la tigre di Sumatra è la più piccola, arriva a misurare circa 2 metri abbondanti di lunghezza (coda compresa) per un peso massimo di 140 kg. La sottospecie più grande è quella siberiana, può raggiungere addirittura i 3 metri di lunghezza per i 3 quintali di peso anche se va detto che pure la sottospecie nominale, la tigre del Bengala, può arrivare a misurare quanto quella siberiana.

Descrizione

I maschi sono sempre più grandi e possenti delle femmine, la pelliccia è generalmente di uno splendido arancione caratterizzato da inconfondibili strisce verticali nere, la cui distribuzione varia da individuo a individuo. Bisogna dire che il colore di fondo, così come quello delle strisce, può variare leggermente da una sottospecie all’altra. Nella sottospecie siberiana, ad esempio, l’arancione di fondo è meno carico e le strisce sono bruno scuro anziché nere. Il retro delle orecchie è nero con una caratteristica macchia bianca, le parti inferiori sono bianche. Il colore del pelo può avere variazioni dovute a motivi genetici simili a quelli che comportano il melanismo dei Leopardi.

Approfondimento: La tigre bianca

Le famose tigri bianche presentano in realtà un ”difetto” localizzato su un gene recessivo, questa condizione prende il nome di leucismo. Non si tratta di albinismo, presente comunque in moltissimi altri animali, ma di un gene che porta con sè anche altri problemi come strabismo e un indebolimento del sistema immunitario. E’ molto difficile per una tigre bianca sopravvivere in natura, infatti le tigri bianche spesso si vedono solo nei parchi zoologici.

Ma tornando alla fisionomia del felino, la tigre possiede una forza e un’agilità davvero straordinaria, le sue zampe muscolose presentano artigli ricurvi e affilati (retrattili). I canini possono essere lunghi anche fino a 9 cm.

Distribuzione

Oltre ad essere il felino più grande, la tigre è anche il più adattabile. Le sei sottospecie di tigri ancora viventi occupano una grandissima varietà di ambienti:

  • foreste equatoriali
  • giungle
  • steppe
  • foreste fredde di conifere
  • foresta temperata di latifoglie
  • tundra
  • montagne
  • mangrovie

Comportamento e riproduzione

Come gran parte dei felini conduce una vita solitaria ed è fortemente territoriale. Gli individui si cercano soltanto nel periodo degli accoppiamenti e dopo quest’ultimo il padre si allontana e non parteciperà in nessun modo all’allevamento dei piccoli. Le femmine, dopo 3-4 mesi, danno alla luce dai 2 ai 7 piccoli e li crescono amorevolmente. Dopo due mesi i cuccioli sono in grado di seguire la madre, anche se per diventare autosufficienti dovranno aspettare almeno fino ai due anni di vita. Le tigri in natura hanno una aspettativa di vita di circa 20-25 anni.

Passano gran parte del tempo a riposare, questo per risparmiare energie da usare poi nella caccia. Generalmente presentano un’attività notturna ma possono anche cacciare all’alba o nel tardo pomeriggio quando sono particolarmente tranquille e quindi quando si trovano in zone completamente prive di esseri umani. Al contrario di molti altri felini amano l’acqua.

Predazione e dieta

Sono dei veri e propri predatori Alfa in quanto si trovano in cima alla catena alimentare e non hanno a loro volta predatori da cui guardarsi. Insomma, sono le vere signore e padrone del loro habitat. Cacciano grossi mammiferi come: cervi, bufali, cinghiali e gazzelle.

Grazie al manto striato possono avvicinarsi di soppiatto, nella vegetazione alta, per preparare gli agguati. Sono incredibilmente veloci e nonostante la stazza possono arrivare alla velocità di 60 km/orari; velocità che comunque non può essere mantenuta a lungo. Mediamente solo un attacco su 15 va a buon fine. Se la preda non è di dimensioni troppo grandi, la tigre la uccide mordendola sulla nuca e spezzandole di netto le vertebre cervicali ed il midollo spinale grazie alle potenti mascelle e ai denti lunghi e affilati. Una tigre adulta può arrivare a mangiare anche 30 kg di carne per pasto e una volta sazia, è solita nascondere la preda per tornare poi a mangiare in seguito.

Il rapporto della tigre con l’uomo

Purtroppo questa splendida predatrice nei secoli si è guadagnata la fama di essere una mangiatrice di uomini. Effettivamente in passato migliaia di persone sono state sbranate dalle tigri, e ancora oggi molte continuano ad essere uccise, ma cosa spinge la tigre ad uccidere l’uomo? Innanzitutto la tigre non è cattiva, è importante non attribuirle qualità tipicamente umane.

Semplicemente la tigre è un grande predatore, l’uomo non è una sua preda abituale ma poiché l’habitat del felino viene continuamente invaso e distrutto è inevitabile che lo stretto contatto abbia conseguenze nefaste per l’uomo. La tigre si comporta semplicemente secondo la sua natura.

Sono stati fatti degli studi in merito ed è emerso che sono ben poche le tigri che cacciano deliberatamente l’uomo perché ne apprezzano la carne, si tratta spesso di esemplari deboli o malati non più in grado di cacciare le prede abituali e che ripiegano quindi sull’uomo. La maggior parte degli attacchi comunque avviene perché le tigri vedono il loro habitat invaso e minacciato e reagiscono per difendere quella che è la loro casa.

Verso l’estinzione

Il confronto fra uomo e tigre sta portando all’estinzione del felino, originariamente c’erano 9 sottospecie di tigre, oggi ne sopravvivono sei con una popolazione davvero esigua in natura.

Tre sottospecie si sono estinte in tempi recenti per colpa dell’uomo, si tratta della tigre di Bali, di quella di Giava e di quella del Caspio.

Una volta l’areale della tigre comprendeva praticamente tutta l’Asia con una popolazione globale che probabilmente superava ampiamente i 100.000 esemplari. Già nel 1915 l’areale della tigre era ridotto all’osso, la situazione attuale è decisamente drastica e paga il peso del bracconaggio. Le tigri vengono considerate come grandiosi trofei di caccia  perché alcune parti del corpo vengono ritenute miracolose dalla medicina tradizionale cinese.

Alcune sottospecie, come la tigre di Sumatra e la tigre cinese meridionale, sono sull’orlo dell’estinzione e contano ormai poche centinaia di esemplari in natura. Le altre stanno poco meglio, la popolazione di individui in natura è sicuramente ben al di sotto delle 5000 unità.

Fonte Canale YT
Via Davide Rufino
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