Home / Ambiente e Natura / Elysia chlorotica: la lumaca marina ad energia solare
Elysia chlorotica

Elysia chlorotica: la lumaca marina ad energia solare

Elysia chlorotica, nota come lumaca ad energia solare, è un mollusco marino dal colore verde brillante e dalla forma di foglia, ed è l’unico animale in grado di vivere per mesi nutrendosi di sola luce solare. Come? Fotosintetizzando, esattamente come le piante. Ruba i cloroplasti alle alghe di cui si nutre, utilizzandoli per produrre nutrimento.

A: tubulo digestivo contenente cloroplasti B: particolare dell’epidermide ricca di plastidi

Elysia chlorotica è un mollusco appartenente al sottordine dei sacoglossi, diffuso lungo la costa orientale del Nord America, espandendosi dal Texas fino alla Nuova Scozia, in Canada.

In queste zone, infatti, trova una vasta diffusione l’alga di cui si nutre, la Vaucheria litorea: attraverso la propria radula riesce a forare la membrana cellulare dell’alga, succhiandone il contenuto come attraverso una cannuccia.

Gli individui più giovani presentano una colorazione bruna con delle macchie di pigmentazione rosse.

Inizialmente devono nutrirsi abbondantemente di alghe per poter mantenere i cloroplasti appena ingeriti, ma con il tempo essi si incorporano in modo stabile e la colorazione risulterà verde brillante. I cloroplasti vengono incorporati per fagocitosi all’interno delle cellule presenti nel lungo tratto digerente; tutto il resto, invece, viene digerito.

I cloroplasti sono degli organelli vegetali, contenenti clorofilla, il pigmento fotosintetico:

Una volta fagocitati nelle cellule intestinali del mollusco continuano a fotosintetizzare, esattamente come facevano prima di essere ingeriti.

Ma come è possibile che i geni di un alga lavorino anche dopo essere stati incorporati dentro una cellula animale? Non esiste ancora una risposta certa.

Esemplare adulto di Elysia chlorotica

Alcuni ricercatori dell’Università della Florida Meridionale stanno giungendo alla conclusione che i cromosomi dell’Elysia contengano dei geni, provenienti dalle alghe stesse, in grado di codificare sia per le proteine dei cromosomi che per la sintesi di clorofilla.

Se dovesse accadere qualcosa alla sua fonte di cibo, la lumaca marina avrebbe così la straordinaria capacità di rimanere nutrita per lunghi periodi, anche in assenza di alghe, grazie ai carboidrati e ai lipidi prodotti dal processo fotosintetico.

Alcuni di questi molluschi sono in grado di usare la fotosintesi per dieci anni dopo essersi nutriti alcune volte.

Un portento di ingegneria chimica sul quale c’è sicuramente ancora molto da scoprire.

Riguardo a Selene

Selene
Studentessa di Scienze Erboristiche con una naturale propensione alla curiosità. Amo sondare i fondali della scienza e della creatività alla ricerca di qualcosa sempre nuovo. Nel tempo libero mi dedico alla lettura, alla pittura ad acquerello e all'arpa celtica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *