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Polpo in acquario

Metti un polpo in acquario: La guida definitiva

Vuoi un polpo in acquario? Leggi e prendi appunti.

Premessa:

Considerato la carenza di informazioni in italiano reperibili in rete, ho deciso di scrivere questa guida base sull’allevamento amatoriale di cefalopodi (polpi in particolare). Tale scritto non pretende di essere esaustivo, ma solo una infarinatura di base per coloro i quali, mossi da curiosità o passione, decidano di addentrarsi nello splendido mondo dei cefalopodi. Questi animali, dotati di un incredibile sistema nervoso (il più complesso in assoluto nell’ambito degli invertebrati, organizzato in lobi come quello dei vertebrati), affascinano e ipnotizzano da anni amatori d’oltreoceano, pionieri nell’allevamento casalingo di cefalopodi. Come vi accorgerete ben presto, decidere di destinare una vasca all’allevamento di un polpo, presenta alcuni svantaggi rispetto ai classici acquari marini ai quali siete abituati. Vi assicuro, però, che tali svantaggi sono ampiamente surclassati dalla meraviglia che proverete, giorno dopo giorno, nell’osservare i complessi comportamenti che un polpo sa mettere in mostra.

 

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©2012-2015 MorganeS-Photographe

 

L’ordine dei cefalopodi comprende quattro tipi di animali: seppie, calamari, polpi e Nautilus. Il genere Octopus è quello comprendente il maggior numero di specie descritte (circa 200). I cefalopodi sono tutti invertebrati, strettamente correlati con altri molluschi quali lumache e bivalvi (cozze, vongole ecc.ecc.). Non esistono cefalopodi terrestri, e la loro distribuzione è praticamente ubiquitaria nei mari, dalle profondità abissali oceaniche alle barriere coralline tropicali. Mostrano una incredibile varietà, e le dimensioni possono variare da pochi grammi agli oltre 200 kg del membro più grande del gruppo, il “Polpo gigante del pacifico” (Enteroctopus doeflini). I polpi e le seppie possono essere allevati in cattività con relativa “semplicità”, decisamente proibitivo è, invece, l’allevamento di Nautilus (sarebbe richiesto un enorme refrigeratore, considerato che questi animali vivono a oltre 500 metri di profondità), mentre è praticamente impossibile allevare calamari in maniera amatoriale (sarebbe necessaria una enorme vasca cilindrica non trasparente), i quali in ogni caso non si adatterebbero alla vita in cattività.

PRINCIPI BASE PER L’ALLEVAMENTO IN CATTIVITA’ DI CEFALOPODI:

L’acquario:

Sfortunatamente non esistono cefalopodi compatibili con una vasca di barriera e di comunità in generale. Una delle sopraccitate vasche rappresenterebbe soltanto un ottimo e costosissimo menu. Pesci e crostacei verrebbero predati e mangiati in pochi giorni (voracità e ottime capacità predatorie sono caratteristiche comuni a polpi e seppie). I polpi rappresentano i cefalopodi più facilmente reperibili sul mercato dell’acquariologia (e anche i più semplici da catturare nei nostri mari) e di conseguenza il resto dell’articolo sarà focalizzato sull’allevamento di questi ultimi.

Per approfondire ecco due libri per la gestione di un acquario marino: 

Caratteristiche vasca:

La prima regola da tenere in conto quando ci si appresta a organizzare un acquario che ospiterà un polpo è la seguente: dimensioni più grandi possibili per la specie che si intende allevare. Le dimensioni minime accettabili vanno dai 90x45x45 cm per una piccola specie di polpo a dimensioni via via crescenti per specie più grandi. Per Octopus vulgaris, il polpo comune del mediterraneo, è consigliata una vasca di almeno 140 litri. La maggior parte dei cefalopodi conduce una vita solitaria e fenomeni di cannibalismo sono molto comuni. Di conseguenza, seconda regola : un cefalopode, una vasca. E’ fortemente consigliato utilizzare un acquario con sump. Quest’ultimo protegge tutte le apparecchiature e riduce i possibili percorsi di fuga in modo significativo. Il coperchio della vasca deve essere strettamente fissato, considerando che anche specie poco inclini alla fuga proveranno prima o poi a scappare (Octopus vulgaris, invece, è incline alla fuga, rappresentando la controparte invertebrata di Houdini).

Parametri e qualità dell’acqua:

I cefalopodi presentano una superficie corporea morbida ed essenzialmente nuda (eccetto Nautilus, che è fornito di una conchiglia sferica). Hanno una enorme superficie corporea e di conseguenza sono molto sensibili alla qualità dell’acqua, quindi inquinanti quali ammoniaca e nitriti dovrebbero essere tenuti a zero. I nitrati sembrano essere tollerati fino alla concentrazione di 50-100 ppm senza effetti apparenti. Il rame è invece letale anche a bassissime concentrazione e dovrebbe essere testato prima dell’introduzione del polpo in acquario. Per tutti gli altri parametri si possono seguire le linee guida comuni per gli invertebrati di acquario marino. E’ importante sapere che un polpo produce una quantità di ammoniaca tre volte superiore a quella prodotta da pesci dalle medesime dimensione corporee; inoltre, essendo i polpi dotati di tre cuori, anche il fabbisogno d’ossigeno è di tre volte superiore rispetto a quello di un pesce. Di conseguenza è necessario tenere il livello di ossigenazione dell’acqua al valore più alto possibile. Allo scopo (e per rimuovere l’eccesso di rifiuti) è utile utilizzare filtri sovradimensionati e ottimi schiumatoi. Quando un polpo si sente minacciato potrebbe emettere una nuvola di inchiostro molto viscosa, ad altissima densità proteica. Nonostante tale inchiostro non presenti velenosità, esso potrebbe coprire le branchie dell’animale, uccidendolo per asfissia. Un ottimo schiumatoio unito a dei carboni attivi di ottima qualità sono di solito sufficienti per eliminare l’inchiostro dalla vasca. La salinità è l’altro parametro critico dell’acqua da tenere strettamente sotto controllo. Il valore da puntare per la salinità è sempre quello di 1.026, tenendo presente che una bassa salinità ucciderà il polpo. Il pH deve essere mantenuto tra 8 e 8.4 ed è necessario un cambio d’acqua del 25% ogni quindici giorni. NON DIMENTICARE MAI L’ALTO TASSO DI RIFIUTI PRODOTTO DA QUESTI ANIMALI.

Allestimento vasca:

La ragione più comune per cui si può decidere di allevare un polpo in acquario è legata alla possibilità di osservare l’incredibile intelligenza , capacità di problem solving ed il carattere unico di questi animali. Tali caratteristiche rendono possibile vere e proprie interazioni tra proprietario e animale. L’intelligenza dei polpi richiede un ambiente arricchito, che consiste nell’inserimento di oggetti di interesse all’interno della vasca. Il modo più semplice per fare tutto ciò consiste nell’inserimento di diverse rocce e tubi di plastica di diverso diametro (compatibili con cibi e bevande, al fine di scongiurare possibili avvelenamenti chimici dell’acqua). Le rocce, considerata l’incredibile forza dei polpi e la curiosità degli stessi che porta a continui riarrangiamenti dell’ambiente , devono essere saldamente incollate, al fine di scongiurare crolli. I tubi in plastica possono essere disseminati sul fondo della vasca. Possono essere aggiunte anche conchiglie di taglia mista e rocce di piccole dimensioni ; il polpo apprezzerà e magari utilizzerà tali accessori per costruire la porta della propria tana. E’ sconsigliato inserire coralli e anemoni ; oltre a rischiare di ferire il polpo, verrebbero sicuramente seppelliti vista la frenetica attività in vasca dell’animale. Il miglior substrato per la vasca è costituito da sabbia fine e ben lavata. Al contrario, sabbia corallina e prodotti simili sono troppo grezzi per la sensibile superficie corporea del polpo e possono danneggiare la cute dell’animale durante attività di scavo. La maggior parte dei polpi sono animali notturni, ma generalmente cambiano le loro abitudini in base al periodo di attività del proprietario. Un ottimo sistema per “rompere il ghiaccio” e ottenere la fiducia di un polpo appena introdotto in acquario è correlato con la modalità di alimentazione : se servirete cibo attraverso una pinza , ogni giorno, non ci vorrà molto prima che i tentacoli del polpo usciranno dalla vasca per servirsi direttamente dalle vostre mani.

©2007-2015 shinmat
©2007-2015 shinmat

 

    Per consentire l’ambientamento anche del più timido dei polpi in un acquario, è consigliato mantenere sempre la luce soffusa. Non vi è alcuna necessità di alogenuri metallici, una piccola striscia fluorescente basta e avanza, collegata a un timer che ne garantisce l’accensione per 10-12 ore al giorno. Ultimo consiglio sull’allestimento è quello di sfruttare al massimo la vostra creatività. Uno dei modi più interessanti per tenere il vostro polpo in attività è quello di introdurre in vasca giocattoli di ogni tipo (assicurandosi sempre della conformità degli stessi, per evitare avvelenamenti) : palline galleggianti da ping pong, mattoncini lego (di adeguate dimensioni), squali giocattolo e qualsiasi altra cosa vi venga in mente ; il polpo di sicuro apprezzerà , esaminando tutto con la classica attenzione e curiosità che contraddistingue questi straordinari animali.

    Alimentazione:

    In natura la dieta di un polpo consiste soprattutto in crostacei, e tale situazione dovrebbe riflettersi anche nell’acquario di casa. Anche se la maggior parte degli esemplari accetterà di buon grado tranci di pesce, questa non rappresenterebbe una dieta ideale per un polpo in salute. Inoltre i pesci potrebbero esser stati trattati con rame. Un polpo dalla grandezza media di 45 centimentri in arm-span (diagonale testa-tentacolo) mangerà 2 granchi di 5 centimentri in lunghezza al giorno (o al massimo 3 granchi ogni due giorni). Ci sono diverse società che vendono e spediscono cibo idoneo per cefalopodi , anche se la situazione più comoda (ed economica) resta quella di metter su un allevamento parallelo di granchi.

    Longevità:

    Eccoci all’aspetto probabilmente peggiore per quel che riguardo l’allevamento dei cefalopodi, e dei polpi in particolare ; la maggior parte hanno una aspettativa di vita che va dai 6 mesi a 2 anni (da 12 a 15 mesi per il nostro Octopus vulgaris) . Solo alcune specie abissali e di acqua glaciale , come Barhypolypus articus, hanno una aspettativa di vita maggiore, che può arrivare a 6 anni.

    Riproduzione:

    I polpi vengono , da diversi anni, allevati e riprodotti in cattività con successo (soprattutto negli States). Dopo aver raggiunto la maturità sessuale , i polpi si accoppiano , e poco dopo il maschio muore. La femmina, invece, sceglie una tana ben riparata, dove deporrà le uova. Durante il periodo di incubazione, che è di un mese o poco più, la femmina rifiuterà il cibo, e morirà poco dopo la schiusa delle uova. Il processo di morte dei cefalopodi è conosciuto come “sensescenza”. In cattività, una femmina che non si è mai accoppiata, deporrà e tenterà di accudire delle uova non fertili. Purtroppo, anche in questo caso, il destino dell’animale è segnato e la morte sopraggiunge dopo qualche mese.
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    LE SPECIE DA ALLEVARE





    Considerato che l’Italia, per quel che concerne l’allevamento amatoriale di questi sorprendenti animali, è all’anno zero, la reperibilità di esemplari sul mercato permette di orientarsi verso due sole specie :

    • Octopus vulgaris :

    Polpo comune del mediterraneo, massicciamente presente nei nostri mari. Raggiunge i 70 centimetri di arm-span in cattività. E’ noto per le abilità di fuga, di conseguenza prestare massima attenzione alla chiusura della vasca. La temperatura di allevamento consigliata va dai 16 ai 22 gradi celsius. In condizioni sperimentali è stato dimostrato un aumento della mortalità con temperature superiori ai 22 gradi celsius.

    • Octopus bimaculoides :

    Il polpo californiano rappresenta la migliore specie che si presta all’allevamento in cattività. Presenta abitudini diurne e raggiunge dimensioni più contenute rispetto ad Octopus vulgaris. Si ambienta perfettamente alla temperatura classica di una casa ed è resistente alle spedizioni.

     

    Referenze :

     

    Redatto da Antonio Di Marco. Per info contattare antonio.dimarco84@gmail.com

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    Redazione BioPills
    Dal 2015 sul web per soddisfare la curiosità e divulgare l'amata scienza, come recita il nostro motto '' Se la ami, divulgala''.

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